Trauma distorsivo della caviglia nella Pallavolo

Traumi Caviglia - Sport Pallavolo

Negli ultimi venti anni si è verificato un significativo incremento del numero dei soggetti in età evolutiva che praticano attività sportiva (la Pallavolo in questo specifico caso) e contestualmente si è registrato un corrispondente incremento nel numero dei traumi da sport in questa fascia d’età

L’analisi scientifica degli eventi traumatologici è ricollegabile in maniera diversificata, all’interno delle gare e degli allenamento. La traumatologia muscolo-scheletrica dell’adolescente, infatti, presenta numerose differenze rispetto a quella dell’adulto e, in alcuni casi, è del tutto esclusiva dell’età infanto-giovanile.

Nel soggetto in età pediatrica, infatti, i quadri patologici risentono fortemente delle peculiarità anatomiche dello scheletro in accrescimento. La conoscenza dei meccanismi lesivi e dei fattori di rischio rappresentano l’abilità primarie per indirizzare tutti quei processi e strategie atte alla prevenzione degli eventi traumatologici legati alla gestualità tecnico-atletiche. Risultano che le fluttuazioni ormonali durante il ciclo mestruale, rappresentano, oggi, un indice di rischio, da non trascurare, delle lesioni capsulo-legamentose in particolar modo dei legamenti della caviglia (Tibiali, Peronieri, Astragalici) dove l’indice di infortunabilità, nel mondo femminile, è quadruplo rispetto agli uomini.

Vediamo nel dettaglio la caviglia
Sono i più comuni infortuni nella Pallavolo e incidono tra il 17 e il 61%. Nei giovani sono tra il 9 e il 27% (tra 0 e 15 anni). Autori norvegesi hanno calcolato che il rischio di avere una distorsione a una caviglia è approssimativamente 1 per 1.000 ore di attività ed è quattro volte superiore durante una partita che in allenamento. Il rischio di recidiva nella distorsione a una caviglia è 3,8 volte più alto rispetto all’articolazione sana. Tra il 48 e l’87% delle distorsioni avviene sottorete. Parlare di lesioni a carico della caviglia significa parlare di distorsioni:
– il 50% avviene nella “zona di conflitto” quando un giocatore atterra sulla caviglia dell’avversario;
– il 25% avviene in un raddoppio a muro;
– quando un giocatore atterra sul piede del compagno;
– per errori tecnici: movimenti errati di salto durante muro o attacco.

Il meccanismo di lesione è ricollegabile per il 90% a traumi in inversione, ovvero: flessione plantare della tibio-tarsica, varismo sottoastragalico, flessione interna mediotarsica. La distorsione di caviglia produce un danno legamentoso, più o meno complesso a seconda del numero di legamenti coinvolti, la cui estensione e gravità viene quantificata in tre gradi.

Grado I (lieve): stiramento dei Peronieri Astragalici Anteriori senza lesione macroscopica con modesto gonfiore e scarsa limitazione funzionale.
Grado II (moderato): parziale lesione macroscopica del legamento con moderato gonfiore e dolore. Sono presenti una limitazione del movimento e un moderato grado di instabilità.
Grado III (severo): lesione legamentosa completa, accompagnata da gonfiore, emorragia, impotenza funzionale assoluta e instabilità articolare.

I professionisti che siedono in panchina (non necessariamente traumatologi), allenatori e gli atleti dovrebbero avere le conoscenze necessarie affinché la distorsione di caviglia in inversione, cioè il trauma più frequente non solo nella Pallavolo ma nella vita di tuoi i giorni, non debba rappresentare un problema nel prosieguo della carriera sportiva di un giocatore.
Infatti, come succede sempre più frequentemente, ne viene sottovalutata la gravità, assillati dalla necessità di un repentino recupero agonistico. Pertanto, potendo ottenere una perfetta guarigione in ogni distorsione di caviglia, è necessario effettuare un trattamento appropriato a seconda dei casi:
– Immediata applicazione del ghiaccio ed elevazione dell’arto;
– Dopo un paio di minuti, valutazione del danno (se possibile) e fasciatura compressiva.
È quindi opportuna una corretta valutazione della gravità e localizzazione delle lesioni legamentose da supporto specialistico di riferimento. Successivamente il trattamento delle lesioni da sport è spesso difficile, costoso e fa perdere molto tempo.

Benché gli studi sulla prevenzione siano numerosi, non molti sono di qualità.
Elenchiamo alcuni esercizi per la prevenzione emersi durante una ricerca bibliografica e dalla pratica clinica:

Allenamento tecnico (stacco e atterraggio attacco e muro a due)
Valutare eventuali squilibri/deficit muscolari a carico della muscolatura estensoria e flessoria, degli arti inferiori (tibiale anteriore e posteriore, breve e lungo peroniere). Mobilizzare l’articolazione astragalo-calcaneare, sotto astragaliche coppia cuboide-scafoidee e perone.

Tavoletta Instabile Caviglia

Allenamento Propriocettivo (tavoletta instabile 15min/gg)
La ginnastica propriocettiva ha lo scopo di ripristinare e migliorare i riflessi propriocettivi di controllo neuro-muscolare della stabilità articolare, attraverso la riproduzione di situazioni a rischio controllate. Per l’esecuzione di questi esercizi ci si avvale di tavolette ad appoggio instabile sulle quali il paziente deve imparare a rimanere in equilibrio.

Uso di ortesi (gare e allenamenti) (es. cavigliera stabilizzante funzionale in termotessuto)
Permette la flesso estensione, ma limita i movimenti laterali; regolazione mediante
lacci; due stecche laterali a spirale per permettere la stabilizzazione dell’articolazione; due cinturini rigidi laterali.

INDICAZIONI
Trattamento delle distorsioni gravi e recidivanti, prevenzione durante la pratica sportiva, trattamento di stabilizzazione dopo un’immobilizzazione prolungata.

Il bendaggio funzionale: benefici
Evita un’immobilizzazione prolungata, più veloce riassorbimento dell’edema, mantenimento del tono muscolare, più rapida guarigione dei legamenti, sottoposti a sollecitazioni funzionali, inoltre non interrompe la stimolazione dei propriocettori capsulari. Alla luce di quanto emerge dalla rassegna dell’attuale letteratura il picco massimo dell’azione preventiva del taping è in associazione al potenziamento muscolare e a un training propriocettivo costante.

Introdurre delle sanzioni superiori alle regole durante l’allenamento in caso di invasione (tipo perdita di due punti per ogni infrazione).
Allenare gli atleti ad arrivare nella zona di muro prima con le gambe o a staccare saltando sul posto. Migliorare la velocità di spostamento.
A rischio sono gli atleti che hanno subito una distorsione negli ultimi tre mesi o presentano caviglie instabili a causa di lesioni o rotture legamentose. Una strada per allenare e rinforzare le caviglie sono le tavolette instabili.

CONCLUSIONI
Sicuramente una maggiore attenzione alla preparazione atletica, alla postura e alla prevenzione, è attuabile solo in squadre di alto livello dove integrazione tra staff tecnico e collaboratori risulta possibile. Importante quindi il dialogo tra tutti gli attori coinvolti. Fondamentale la professionalità dell’allenatore/preparatore atletico che ha il compito di integrare il tutto per ottimizzare la gestione fisica della squadra.

BIBLIOGRAFIA
Stasinopoulos D: Br J Sports Med, 2004.
National Collegiate Athletic Association (NCAA) Division, Women s Volleyball, 2004-2005 / 2013-2004.
La traumatologia da sport in età evolutiva: F. Martino*, G. Fabrizzi** Ospedale Giovanni XXIII** Azienda Ospedaliera “Salesi” 2014.
Bahr R et al: Scand J Med Sci Sports.
Tropp H et al: AM J Sports Med, Reeser (2006) Strategies for the prevention of volleyball inj5997.

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